shiatsu in oncologia

Shiatsu in ospedale

Ti racconto il mio progetto

Progetto shiatsu in ospedale

L’anno scorso ho deciso di cambiare vita e buttarmi nella mia passione: lo shiatsu.
Tutto inizia con un trasloco dalla Lombardia alla Valle D’Aosta dove decido di mettere radici per un breve periodo.
Ho sempre sognato di lavorare in ospedale, ma non ho mai trovato la forza per iscrivermi a medicina.

Quindi come poter realizzare il sogno senza la laurea?

Sono dell’idea che la vita offra una moltitudine di possibilità ed ecco che portare lo shiatsu in ospedale è stata la soluzione perfetta!
Mi sono trasferita a gennaio in Valle D’Aosta e da quel momento ho iniziato a scrivere a vari medici e reparti dell’ospedale Umberto Parini di Aosta proponendo la mia idea di “shiatsu in ospedale”.
Sembrava che nessuno mi avesse considerata, finché un giorno ricevo una richiesta di colloquio dalla Capo Sala Paola Ascolese insieme alla primaria del reparto di oncologia, la dott.ssa Schena.
Al colloquio mi presento semplicemente per quella che sono e propongo un mese di prova dove posso trattare i pazienti oncologici durante la terapia.
Semaforo verde, posso iniziare la mia esperienza nel Day Hospital il lunedì.
Forse la mia giovane età, forse il mio essere acqua e sapone, forse il mio essere sempre solare e positiva e forse il mio riuscire a creare un legame con le persone.
Tanti forse che hanno convinto le infermiere del mio operato e da un mese, siamo passati a 2,3,4,5 finché il mio progetto di volontariato aveva bisogno di essere ufficializzato e necessitasse di più ore.
Mi sono proposta a delle associazioni finché il presidente della Lilt (Lega italiana Tumori Valle D’Aosta), Salvatore Luberto, mi ha concesso l’opportunità di avviare un progetto sperimentale di 6 mesi per un totale di 32h mensili.
Un progetto che mi permette di essere presente 8 ore a settimana e in questo tempo ho l’opportunità di raccogliere dati anonimi per osservare il mio lavoro.

Come si svolge il mio lavoro? Cosa faccio?

Inizio con la presentazione delle infermiere che mi introducono ad ogni nuovo paziente e nel momento in cui il paziente acconsente inizio il mio trattamento.
Ci sono 4 persone per stanza e la mia priorità è quella di creare un’atmosfera positiva senza infastidire nessuno.
Porto sempre con me della musica al fine di dare un sottofondo rilassante al tutto e inizio con il parlare con i pazienti.
Ogni trattamento è unico, non seguo una scaletta né guardo l’orologio, ascolto l’esigenza della persona e cerco di fare del mio meglio per essere d’aiuto.
Amo questo lavoro e amo ancora di più il rapporto che si crea con i pazienti!
Ricevo gratitudine, affetto e molti sorrisi.
Ogni persona in quella stanza è per me un guerriero/a che lotta per la vita e il poter essere di supporto durante la terapia è un qualcosa che non ha eguali!
Ho creato dei legami forti con queste persone, alcuni più forti di altri, e ammetto che anche fuori dall’ospedale ricevo messaggi, talvolta richieste, altre volte semplici ringraziamenti.
La bellezza di poter lavorare in DH è sicuramente il fatto di non essere considerata un numero, così come non lo è nessun paziente!
Gli infermieri ed io formiamo una squadra e collaboriamo affinché regni la pace e la positività nonostante tutto!
Oncologia è un reparto duro, vedi persone cambiare nell’arco dei mesi, vedi le emozioni uscire, vedi adulti piangere, adulti buttarsi giù e poi vedi persone che nonostante tutto sorridono.
Le terapie influiscono molto sull’umore, e poter essere un supporto è qualcosa di davvero importante!
Ho 26 anni, quindi non posso dire di fare shiatsu da una vita, è da un’anno e mezzo che questo è il mio lavoro, ma ciò che ha reso tutto questo possibile è sicuramente il mio credo e l’ascolto!
Puoi essere il miglior shiatsuka del mondo, ma in quella stanza devi tenere sempre a mente una cosa: PRIMA DEL TUO LAVORO, C’È IL LAVORO DEGLI INFERMIERI E DEI MEDICI!
Imparare a farsi da parte è essenziale affinché il personale sanitario possa operare e l’operatore possa fare del suo meglio. Non puoi sapere cosa succederà mentre tratti, ci possono essere delle complicazioni e tu devi avere l’accortezza di farti da parte!
Inoltre la cosa fondamentale è comunicare con i pazienti e cercare di portare la loro attenzione su qualcosa di positivo!
L’umore è fondamentale e il modo in cui stanno durante le terapie influisce molto sul loro status di salute!
C’è un signore che ogni volta che entro nella stanza dice “è arrivata la mia terapia”.
Potrei dire di fare shiatsu, ma la verità è che non è solo shiatsu.
Uso i meridiani, uso la digitopressione, ma la cosa che fa davvero la differenza è essere un’amica/ sorella/ figlia o nipote per quelle persone!
Spesso e volentieri i pazienti mi abbracciano, chiedono di me e sono felici di poter essere trattati!
Ci sono persone che preferiscono non essere toccate e rispetto sempre il loro volere, non c’è mai nessuna forzatura.
In ormai un anno di trattamenti solo 2 persone non hanno apprezzato il risultato.
Ho ricevuto messaggi anche dai parenti dei pazienti che purtroppo non ce l’hanno fatta e il loro ringraziamento è un qualcosa di straordinario!
Ricevere ringraziamenti dai parenti è un segno che il tuo lavoro è stato apprezzato!
Ci sono persone che smettono di essere ansiose, c’è chi dorme meglio e chi riesce a smettere di prendere sonniferi per dormire.
C’è chi vive la terapia con paura e preoccupazione e dopo il trattamento riesce a respirare senza andare in apnea.
C’è chi è tanto arrabbiato e dopo il trattamento riesce a essere più rilassato.
Raccogliendo i dati posso dire che i risultati sono ottimi, i pazienti stanno decisamente meglio e vivono la situazione con più fiducia!
Poter camminare con loro, mano nella mano, nel tunnel nero è molto importante!
Entrano che sono una persona e dopo mesi di terapia cambiano, si trasformano e tu devi aiutarli ad accettare la loro nuova persona!
Se parli con donne con tumore al seno ti renderai conto che parlano spesso di un prima e un dopo il tumore.

Che altro posso dire?

Se dovessi analizzare il mio operato come shiatsuka posso dire che la maggior parte delle volte il trattamento viene fatto solo sugli arti inferiori per evitare di andare a toccare parti operate o sensibili, termino il trattamento con un lavoro sui piedi ed i meridiani coinvolti lungo le gambe sono  Vescicola Biliare, Milza, Stomaco, Fegato e Reni (quando possibile).
Il paziente è sul lettino e cerco sempre di non muovere gli arti, li lascio nella loro posizione comoda ed effettuo le pressioni con il palmo della mano.
Pressioni molto molto delicate in modo da non creare disagio e aiutare la circolazione e soprattutto per evitare di creare danni!
Ci sono molti effetti collaterali nelle terapie e le pressioni forti non sono sicuramente d’aiuto, in quanto rischiano di creare più danno che altro; inoltre c’è sempre il rischio che il paziente abbia delle metastasi ossee e una pressione troppo forte rischierebbe di causare fratture!
Bisogna avere anche un certo tatto, perché tra gli effetti collaterali ci sono caduta dei capelli, dei peli, delle unghie, i piedi spesso e volentieri sono molto secchi e l’odore può essere pungente.
È fondamentale far sentire il paziente a suo agio e non focalizzarsi sugli effetti collaterali!
Attualmente il progetto “Shiatsu in oncologia” è fermo a causa Covid-19, ma non appena questa situazione di stallo sarà terminata potrò ritornare ad operare.
Sia infermieri, pazienti che il presidente della Lilt Salvatore Luberto sono favorevoli al progetto.
Penso e spero che fino al termine della mia permanenza in Valle D’Aosta il progetto prosegua e a termine di tutto ho la speranza di trovare un altro operatore a cui passare il testimone.
Personalmente penso che questa esperienza sia stata un corso di vita, ogni paziente mi ha fatto da maestro e mi ha insegnato qualcosa!
Quando scopri di avere un cancro la vita ti mette di fronte a delle difficoltà e poter comunicare e interagire con queste persone mi ha semplicemente aiutata a crescere, sia come operatrice che come persona.
A livello professionale penso che lavorare in ospedale abbia decisamente dato più fiducia alle persone delle mie competenze, mentre il poter raccogliere materiale prima e dopo il trattamento mi ha dato la possibilità di vedere nero su bianco i risultati di ciò che lo shiatsu e l’ascolto creino!
Spero che prima o poi lo shiatsu sia il braccio destro della medicina ufficiale perché alla fine bisogna ammetterlo: “insieme è tutto più facile”.

Ho scritto un libro in merito a questa esperienza:

NON è SOLO un tumore, shiatsu in oncologia


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